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    December 05

    Concerto Cattedrale 14/12/2008 ore 19

    Manifesto
     
     
     
     
    Cari Amici e Colleghi,
     
    come anticipavo tempo fa, il 14 dicembre alle ore 19 terrò un concerto per organo presso la Cattedrale di Palermo. La serata è stata organizzata dal Conservatorio di Musica "V. Bellini" di Palermo e fa parte della stagione concertistica dello stesso. Di seguito i dettagli del programma. Vi aspetto numerosi.
     
    Giuseppe
     
    PROGRAMMA:
     
    • M. Reger (1873 - 1916) – Introduction und Passacaglia d moll.

    • R. Schumann (1810 - 1856) – Schizzi Op. 58 N. 1, 3

    • A. Guilmant (1837 - 1911) – Prima Sonata in Re minore Op. 42 (Introduzione, Allegro, Pastorale, Allegro assai)

    • C. Franck (1822 – 1890) – Prèlude, Fugue et Variation

    • L. Vierne (1870 - 1937) – Intermezzo dalla III Sinfonia in Fa diesis minore Op. 28

    • S. Karg-Elert (1877 - 1933) – Pax vobiscum Op. 86 N. 5

    • M. Dupré (1886 - 1971) – Preludio e Fuga in sol minore Op. 7 N. 3


    October 31

    Concerto Cattedrale di Palermo 16/11/2008

    untitled2

     

     

    Carissimi Amici e stimati Colleghi,

    è con vera gioia che vi invito ad un concerto per organo e coro che terrò presso la Cattedrale di Palermo domenica 16 novembre 2008 alle 19:00.

    Verrà eseguito il "Requiem" di G. Fauré (versione per organo e coro).

    La direzione sarà affidata a Loredana Russo che con il suo "Coro Stesicoro" ricreerà un'atmosfera suggestiva grazie, anche, all'organo della Cattedrale (Tamburini 4 manuali sinfonico romantico) dal timbro spiccatamente orchestrale.

    Presto avrete ulteriori novità per un altro concerto in cui sarò in veste di solista presso la stessa chiesa.

    Vi aspetto numerosi.


    Giuseppe


    September 02

    Curriculum Vitae

    Giuseppe Raccuglia è nato a Palermo nel 1983.

    Ha conseguito il diploma in Organo e Composizione Organistica con il massimo dei voti, lode e menzione speciale sotto la guida del Maestro Giovanni La Mattina, presso il Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo.

    Si è avvicinato al mondo dell’organo in giovane età: risale, infatti, a 12 anni il suo primo incarico di organista. Altrettanto precocemente ha iniziato a dare concerti nelle più importanti basiliche della sua città di cui è stato anche organista titolare.

    Ha collaborato per qualche anno con l’ U.C.A.I. (sez. di Palermo) per la quale ha tenuto concerti d’organo, sia come solista, sia in duo con cantanti o con strumentisti.

    Nell’aprile 2002 ha partecipato al “II Festival Internazionale dell’Organo” organizzato dall’associazione “Amici dell’organo” di Palermo. Nello stesso periodo ha seguito un corso di improvvisazione organistica tenuto da Frèdéric Ledroit.

    Nell’estate 2003 ha tenuto un importante concerto presso la chiesa palermitana di San Giuseppe ai Teatini nell’ambito de “Le Bellissime” (manifestazione concertistica collaterale al “379° Festino di Santa Rosalia”), ottenendo da parte del pubblico grande apprezzamento.

    Nel novembre del 2004 ha partecipato ad un corso di perfezionamento sulla musica per organo di Cesar Franck, tenuto da Michel Bouvard, organizzato dall’Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia e tenuto sull’organo sinfonico “Hill”. In questa occasione ha ricevuto molti elogi dal Maestro Bouvard, dal Maestro Umberto Pineschi e dagli altri organisti presenti al corso.

    Nell’aprile 2005 ha frequentato sempre presso l’Accademia Pistoiese un corso tenuto da Klemens Schnorr sulla letteratura organistica tedesca dell’Ottocento.

    Ha frequentato il “XXII Curso Internacional de Órgano Romantico” tenuto da Daniel Roth e il “XXIII Curso Internacional de Órgano Romantico” tenuto da Michel Bouvard presso San Sebastián (Spagna) suonando sui grandi Cavaillé-Coll delle chiese di Santa Maria del Coro (San Sebastián), Santa Maria la Reale di Azkoitia e San Pietro Apostolo di Bergara, riportando felicitazioni da parte dei docenti e partecipando, come nel caso della XXIII edizione del corso, al concerto finale degli allievi.

    Nel dicembre 2007 ha accompagnato il coro diretto dal M° Visconti per la registrazione di un CD allegato a “Graduale Semplice Vol. 2” (Edizioni Carrara N. 4930).

    Nel 2008 ha partecipato ad un corso a Cremona tenuto dal M° Parodi sul repertorio organistico italiano ottocentesco sull’organo Lingiardi della chiesa di S. Pietro al Po e ad un corso tenuto dal M° Peretti sulla musica organistica di J. S. Bach presso il Duomo della stessa città.

    E’ organista titolare presso le chiese parrocchiali di S. Luigi Gonzaga e S. Basilio Magno, in quest’ultima suona durante le messe secondo il rito tridentino e dirige il coro gregoriano "Iucunda Sane".

    Attualmente frequenta il biennio superiore di organo ed è tirocinante presso la classe del M° La Mattina. Dopo aver superato gli esami di ammissione con il massimo dei voti, a partire dall’anno accademico 2008/2009, frequenta la classe di clavicembalo del M° B. Timpanaro sempre presso il Conservatorio "V. Bellini" di Palermo.



    October 04

    Esami

    Carissimi Amici e Colleghi,
     
    con immensa gioia vi comunico che in data 1 ottobre 2007 ho conseguito il diploma/laurea in Organo e Composizione Organistica riportando la votazione di 10, lode e menzione speciale.
    Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino in questo periodo.
     
    A presto
     
    Giuseppe Raccuglia
     

    June 26

    Articolo su Gaetano Callido

     

    Gaetano Callido nacque ad Este (Padova) il 14 gennaio 1727 da Agostino e Veneranda Tagliapietra. Non si sa da chi abbia appreso i primo elementi dell'arte organaria: giunse a costruire il suo primo organo nel 1748 a Casale di Scodosia (Padova). Passò quindi alla scuola del celebre organaro di origine dalmata Pietro Nacchini, dal quale si staccò nel 1762 per iniziare una propria attività indipendente.

    Alla stima del maestro doveva far riscontro quella dei contemporanei; già nel 1763 si trovava a dover costruire sei organi (di cui uno a due tastiere) e nel giro di pochi anni la sua attività doveva estendersi non solo su tutti i territori sotto il diretto dominio di Venezia, ma anche nelle Marche, in Romagna e persino a Costantinopoli. Nel 1766 egli riceveva il prestigioso incarico di rifare completamente i tre organi della basilica di San Marco a Venezia; terminatane la costruzione, ne fu nominato nel 1770 conservatore stabile.

    La sua instancabile attività - con un ritmo di produzione che si mantenne all'incirca sulla media dei dieci organi all'anno - e le benemerenze e i vantaggi che ne derivavano a lui e a Venezia furono riconosciuti dal Senato che, con decreto del 27 marzo 1779, lo esentò da tutti i dazi di transito e stradali per il trasporto di sui strumenti fuori del territorio della Repubblica. Gli eventi politici e i mutamenti economico - sociali della fine del secolo XVIII, in particolar modo la soppressione delle corporazioni religiose decretata dal governo napoleonico, non sembrano aver influito gran che sul suo lavoro, che continuò a ritmo sostenuto sino al 1806 quando la gestione della fabbrica passò nelle mani dei figli. Continuarono l'opera paterna Agostino e Antonio. Nel 1830 la fabbrica passò nelle mani di Giacomo Bazzani che fu per lungo tempo alla scuola dei Callido. il Callido si spense a Venezia l'8 dicembre 1813.

    Della sua prodigiosa attività rimane il resoconto schematico nell'elenco degli organi da lui costruiti; si tratta di tre tabelloni di tela su cui sono scritti ad inchiostro di china in ordine cronologico e con numerazione progressiva i nomi delle località e delle chiese in cui furono costruiti gli organi. L'elenco si ferma al numero 430 nel 1806. Esso si trova oggi in possesso della Biblioteca R. Lunelli di Trento, cui pervennero in dono dalla famiglia Bazzani.

     

    Ringrazio sentitamente il sig. Roberto Cailotto che mi ha gentilmente inviato il presente articolo.


    May 22

    Chiesa del convento di Santa Maria degli Angeli "La Gancia"

     

    Organo a una tastiera e pedaliera costruito in origine da Raffaele La Valle nel 1615 e ricostruito da Giacomo Andronico con materiale fonico preesistente nel 1772.

                Prima del recente restauro.

     

    Ubicato sopra la porta principale d’ingresso in cantoria di legno poggiante su due colonne, e chiuso in artistica cassa ligneodorata con al centro un’aquila indicante che l’organo fu fatto sa spese del Senato palermitano, ha un prospetto a tre campate costituito da grosse canne di stagno.

    Tastiera di 57 tasti (Do1 – Do6) con prima ottava “in sesta”; pedaliera a leggio di 12 pedali (Do1 – Si1) (secolo scorso) unita stabilmente alla tastiera; trasmissione meccanica; elettroventilatore.

     

     

    Quadro fonico a destra della tastiera; registri azionati da pomelli di rame a tirante.

     

    Principale 16’

    Principale II 16’

    Ottava 8’

    Decimaquinta 4’

    Ripieno di 7 file

    Flauto 8’

    Flautino 4’

    Voce umana 16’

     

    Al pedale erano inseriti stabilmente i Contrabbassi di 16’ con rinforzi.

    Pedale del Tiratutti-Ripieno.

     

    Sopra il somiere principale verso il centro si legge tuttora la seguente scritta:

     

    JACOBUS ANDRONICO FECIT ANNO 1772

     

               

                Dopo il restauro della ditta Tamburini.

    Tastiera in bosso di 57 tasti (Do1 – Do6) con prima ottava “in sesta”, tasti cromatici ricoperti di ebano; pedaliera “in sesta” a leggio di 14 pedali corti (Do1 – Fa2) con pedali cromatici rivestiti di ottone; trasmissione meccanica per la tastiera e pneumatica per la pedaliera e il comando dei registri; elettroventilatore.

               

    Quadro fonico a destra della tastiera; registri azionati da menette in duplice fila con movimento orizzontale da sinistra verso destra.

     

    Prima fila

     

    Principale 16’ (dal Do2[1])

    Principale II 16’ (dal Do2)

    Ottava 8’

    Decimaquinta 4’

    Decimaquinta II 4’

    Decimanona 2’ 2/3

    Vigesimaseconda (doppia) 2’

    Vigesimaseconda-Vigesimasesta 1’ 1/3

    Vigesimasesta 1’ 1/3

    Seconda fila

     

    Flauto aperto 8’ (dal Do2)

    Flauto in XII 5’ 1/3 (dal Do3)

    Flauto in XV 4’ (dal Do3)

    Flauto in XVII 3’ 1/5 (dal Do3)

    Voce umana 16’

    Tremolo

    Tasto-Pedale

    Ripieno

    Contrabasso 16’




                  Principali opere eseguite durante il restauro:

     

    • Rinforzo di tutte le canne in di prospetto, minacciando alcune i esse si afflosciarsi per l’invecchiamento dello stagno;
    • Riparazione del somiere;
    • Rifacimento della tastiera con legno di bosso;
    • Rifacimento della meccanica di trasmissione;
    • Rifacimento della pedaliera;
    • Ripristino del Flauto in XII e del Flauto in XVII presenti nel somiere e aboliti nel secolo scorso;
    • Ripristino del tremolo meccanico;
    • Divisione del Ripieno nelle singole file secondo l’antica tradizione.

     

     

    Diametro di alcune canne (in mm): 

     

     

         Diametro interno ed esterno del

       Do2

       Do3

       Do4

       Do5

    Principale 16’

       122

       124

        68

        71

        35

        38

        24

        26

    Principale II 16’

       120

       124

        64

        67

        39

        42

        24

        26

    Ottava 8’

        64

        68

        38

        41

        24

        26

        14

        16

    Flauto 8’

        94

        97

        54

        57

        35

        38

        26

        28

     

     

     

                 Diametro esterno del

       Do2

       Do3

       Do4

       Do5

    Decimaquinta 2’

        40

        22

        15

         8

    Decimanona 2’ 2/3

        28

        16

        10

         8

    Vigesimaseconda 2’

        24

        12

         9

         7

     

     In ottimo stato di conservazione ed efficiente. Si distingue per delicatezza e soavità di timbro e può essere suonato sia dalla cantoria, sia dalla consolle a piano terra (I manuale) del nuovo organo Tamburini (3 Tastiere, pedaliera e 31 registri) mediante collegamento elettrico. In questo secondo caso esso, per motivi di amalgama con i nuovi corpi, suona una ottava sopra.



    [1] Dal Do1 al Si1 suona stabilmente un Principale di 8’.


    February 01

    Cesar Auguste Franck (Liegi 1822- Parigi 1890)

    Compositore e organista francese di origine belga.

    Dopo i primi studi di pianoforte presso il Conservatorio di Liegi nel 1835 la sua famiglia si trasferì a Parigi (suo padre voleva fare del giovanissimo musicista un ragazzo prodigio) dove studiò pianoforte con Zimmermann e composizione con Rejcha. Ivi studiò anche organo con Benoist (furono suoi allievi C. Saint-Saëns, Lefébure-Wély, A. Chauvet e T. Dubois) che abbandonò nel 1842 forse perchè prese consapevolezza delle lacune del maestro sia dal punto di vista compositivo che dal punto di vista tecnico ed esecutivo.

    La sua carriera cominciò dando concerti pubblici al pianoforte e lezioni private.

    Dal 1846 svolse l'attività di organista presso varie chiese parigine; cercò di avere fortuna anche col teatro ("Hulda", 1882 - 1885) e la musica da camera, ma non riuscì nel suo intento. Nel 1858 occupò il posto di organista presso la chiesa di St.-Clotilde dove, l'anno successivo, inaugurò l'organo costruito da A. Cavaillé-Coll, che resterà il suo strumento fino alla morte.

    Nel 1872 venne chiamato a sostituire il vecchio Benoist nell'insegnamento dell'organo.

    V. d' Indy, suo devoto allievo, concentrò sul suo maestro tutta la sua attenzione e ne divenne quasi l' agiografo per lo stile caratterizzato da ammirazione incondizionata.

     

    Continua...


    August 19

    "XXIII Corso Internazionale di Organo Romantico"

    Dal 7 agosto al 12 agosto 2006 ho partecipato come allievo attivo al "XXIII Corso Internazionale di Organo Romantico" tenuto da Michel Bouvard, presso la città di Donostia/San Sebastiàn (Spagna).

    Gli strumenti utilizzati per il corso sono stati:

    • Il Cavaillé-Coll di Santa Maria del Coro (San Sebastiàn) del 1863 (per le foto consulta l'omonimo album fotografico):

     

     

    Grand’Organo

    Flautado 26

    Violon 26

    Flautado 13

    Flauta armonica 13

    Viola de gamba 13

    Violon 13

    Octava 6 1/2

    Dulciana 6 1/2

    Quincena 3 1/4

    Docena 2 2/2

    Compuestas 4, 5 e 6 file

    Trompeta magna 26

    Trompeta real 13

    Clarin 6 1/2

    Corneta 5 file

     

    Positivo

    Flautato 13

    Salicional 13

    Violon 13

    Viola 6 1/2

    Unda maris 13

    Flauta octaviante 6 1/2

    Quincena 3 1/4

    Docena 2 2/3

    Piccolo 1

    Trompeta 13

    Clarinete13

    Clarin 6 1/2



    Recitativo

    Flauta traversera 13

    Violoncello 13

    Voz angelica 13

    Flauta octaviana 6 1/2

    Viola 6 1/2

    Octavin armonico 3 1/4

    Voz humana 13

    Trompeta 13

    Fagot-Oboe 13

    Clari 6 1/2

     

    Pedale :

    Contrabajo 52

    Flautado mayor 26

    Flautado 13

    Bombarda 26

    Trompeta 13

    Clarin 6 1/2



    • Il Cavaillé-Coll della chiesa di Santa Maria la Reale (Azkoitia) del 1898 (per le foto consulta l'omonimo album fotografico):

     

     

    Grand’Organo

    Flautado mayor 26

    Flautado 13

    Violon 26

    Violon 13

    Salicional 13

    Flauta armonica 13

    Octava 6 1/2

    Compuesta 4 file

    Cimbala 3 file

    Trompeta magna 26

    Trompeta real 13

    Clarin 6 1/2

    Trompeta armonica 13

    Clarin armonico 6 1/2

     

    Positivo

    Quintatono 26

    Violon 13

    Violon 6 1/2

    Principal 13

    Unda maris 13

    Dulciana 6 1/2

    Octavin armonico 3 1/4

    Campanilla 3 file

    Trompeta 13

    Fagot-Oboe 13

    Recitativo

    Corno de noche 13

    Flauta traversera 13

    Viola de gamba 13

    Voz angelica 13

    Voz humana 13

    Flauta octaviana 6 1/2

    Octavin armonico 3 1/4

    Clarinete 13

    Trompeta armonica 13

    Clarin 6 1/2

     

    Pedale:

    Contrabajo 26

    Subbajo 26

    Violon 13

    Bajo 13

    Trompeta 13

    Bombarda 26

     

     

    • Lo Stolz della chiesa di San Pietro Apostolo (Bergara) del 1889 (per le foto consulta l'omonimo album fotografico):

     

     

    Grand’Organo

    Bordon 16

    Flautado 8

    Flauta armonica 8

    Bordon 8

    Violoncello 8

    Octava 4

    Lleno 2-5 file

    Bombarda 16

    Trompeta 8

    Clarin 4

    Corneta 5 file

     

    Positivo

    Bordon 16

    Flauta armonica 8

    Salicional 8

    Bordon 8

    Flauta Octaviante 4

    Campanillas 2-3 file

    Trompeta 8

    Clarin 4

    Clarinete 8

    Recitativo

    Violon16

    Flauta armonica 8

    Violon 8

    Viola de gamba 8

    Voz celeste 8

    Flauta octaviante 4

    Octavin 2

    Trompeta 8

    Clarin 4

    Fagot-Oboe 8

    Voz humana 8

     

    Pedale:

    Contrabajo 16

    Violoncello 8

    Bajo 8

    Bombarda 16

    Trompeta 8

     


    August 03

    Ai miei...visitatori!

     
     
     
    Carissimi,
     
    a causa di un corso di perfezionamento tenuto dal M° Michel Bouvard presso la città spagnola di San Sebastian sarò assente dal 4 agosto al 13 agosto, pertanto potrò rispondere alle e-mail che mi arrivano quotidianamente solo a partire dal 14 agosto.
    Al mio ritorno farò un rapporto più dettagliato possibile sul corso che comprenderà:

     

    • Liszt - "Preludio e fuga sul nome di B.A.C.H."
    • Liszt - "Weinen, Klagen, Sorgen Zagen"
    • Franck - I tre corali
    • Vierne - "III Sinfonia in Fa diesis minore"
    • Messiaen - "L'Ascensione"
    • Messiaen - "La natività del Signore"

     

    A presto

     

    Giuseppe Raccuglia Organarius


    July 27

    Un pò di storia...

    Cenni storici sull'organo

    Il primo strumento che può essere designato Organo è l' "HYDRAULIS" o Organo idraulico, di cui la tradizione attribuisce l'invenzione a Ctesibio di Alessandria (III sec. a. C.). Grazie alle descrizioni pervenuteci da anche scrittori quali Filone, Vitruvio, Erone, nonchè alla scoperta dei resti ben conservati di Organi idraulici (presso Budapest, dove sorgeva l'antica Aquincum e a Pompei) o di modelli (quale la terracotta risalente agli inzi del II sec. d. C. conservata al museo St.-Louis di Cartagine), si è oggi bene informati sulle caratteristiche di questo strumento. Esso era dotato di più registri, di somiere a canali per registro, di una tastiera estesa (nei tipi più evoluti) di circa due ottave (ogni tasto azionava una stecca forata, analoga alle stecche dei registri del somiere "a tiro"); era alimentato da aria compressa da pompe in recipienti contenenti acqua. L' "hydraulis" era uno strumento di carattere  profano, usato soprattutto nei circhi; sembra che esso sia sopravvissuto  per tutto il prima millennio dell'era volgare, mentre conteporaneamente si faceva strada un altro tipo di organo che non sfruttatva più la pressione fornita dall'acqua e che gettava le basi del funzionamento così come ancora oggi avviene.

     

    Mentre in Oriente l'organo conservò il carattere di strumento profano, in Occidente fu accolto dalla Chiesa, divenendone lo struento liturgico per eccellenza. Nel 757 l'imperatore Costantino Copronimo inviò a Pipino, re dei Franchi un organo che fu collocato nella chiesa di S. Cornelio a Compiègne; è questa una delle prime testimonianze dell'impiego dell'organo in un contesto liturgico. L'estensione della tastiera, inizialmente assai limitata, andò man mano aumentando: verso la metà del XV sec. essa raggiunse spesso le quattro ottave ed i tasti (in origine a forma di grande leva) si fissarono nella forma ancor oggi in uso. Nel XVI sec. iniziano le testimonianze dell'uso della pedaliera. L'invenzione del meccanismo del "registro" e la conseguente articolazione del corpo sonoro dell'organo in file di canne inseribili indipendentemente sembra risalire solo agli ultimi decenni del XV sec.

    Con l'inserimento dei registri gli organari italiani separarono in registri singoli tutte le file di canne, limitando ad un solo registro (il Principale) il ruolo di registro di base, producente il suonofondamentale, accordando gli altri registri secondo i suoni armonici di ottava e di quinta, sì da ottenere dalla loro diversa combinazione sulla base del Principale svariati armonici artificiali. Tranne qualche rara eccezione sino al XVIII sec. i costruttori italiani rimasero fedeli al tipo d'organo in un sol corpo, comandato da un unico manuale e da e da una pedaliera di limitata estensione, spesso semplicemente accoppiata alla parte grave del manuale.

    Nei paesi nordici già dal XV sec. l'organo era di considerevoli dimensioni e si articolava in due o più corpi a ognuno dei quali corrispondeva spesso una distinta tastiera. Una tappa fondamentale nell'evoluzione dell'organo nordico fu l'aggiunta al corpo principale (cioè il francese Grand-Orgue o il tedesco Hauptwerk) del "positivo tergale" (chiamato in tedesco Ruckpositiv); tale positivo venne poi stabilmente collocato sulla balaustra della cantoria, dietro le spalle dell'organista. Il positivo tergale divenne parte integrante di ogni grande organo nei paesi germanici, in Francia  ed anche in Spagna; rara fu la sua apparizione nel territorio italiano e comunque sempre ad opera di organari stranieri o su imitazione di quelli. Quale tezo, piccolo corpo d'organo, in Germani e nei Paesi Bassi si sviluppò il Brustwerk collocato ad una specie di armadietto, dotato di portelle, incorporato tra lo Hauptwerk e le tastiere: ve ne sono esempi, anche se limitati ad un solo registro (solitamente un regale) e senza tastera autonoma, anche in Italia nei sec. XVII e XVIII.

    L'organaria francese, che ebbe la sua massima fioritura dalla metà del XVII alla metà del XVIII sec., anzichè aggiungere ulteriori completi corpi d'organo, preferì arricchire lo strumento di singoli registri solistici comandati da tastiere indipendenti: ai manuali del Grand-Orgue e del Positif si aggiunsero così un terzo manuale, limitato alla tessitura acuta, corrispondente ad un "cornetto" (Cornet séparé o Cornet du Récit), e un quarto manuale, anch'esso limitato al "dessus" e corrispondente ad un altro "cornetto" posto in posizione analoga al Brustwerk germanico, ma completamente nascosto onde produrre un effetto d'eco (Cornet d'Echo).

     

    ...Continua!!!


    July 22

    Prossima pubblicazione...

    Prossimamente pubblicherò la storia dell'organo: dall'organo "Hydraulis" ai nostri giorni...

    Buona lettura..!!!
     
    Giuseppe Raccuglia Organarius



    July 19

    Chiesa S. Gabriele Arcangelo (PA)

    Chiesa S. Gabriele Arcangelo (PA)

     

    I MANUALE:

    Principale 8'(1-12 di legno)

    Ottava 4'

    XV 2'

    XIX 1.1/3'

    XXII l'

    Flauto Camino 8'

    Flauto XII 2.2/3'

    Flauto XVII 1.3/5'

     

    PEDALE

    Subbasso 16'



    II MANUALE

    Bordone 8' (1-12 di legno)

    Flauto Camino 4'

    Nazardo 2.2/3'

    Ottavino 2'

    Pienino 2 File (XXVI+ XXIX)

    Violetta 8'

    Tremolo



    Unioni ed Accoppiamenti

    - A placchetta:       I-P – II-P - UT - Comb.Libere

    - A pedaletto          I-P – II-P - UT - LG – R - T

     

     

    LG= combinazione libera da prepararsi prima dell'esecuzione

    UT= unione tutte (solo manuali)

     

     

    Anno/Costruttore: Costruito nel 1967 dalla Ditta G.Tamburini di Crema­

     

    Somieri: I° e II ° Manuale e Pedale del tipo a ventilabro e stecche per i registri con comando elettropneumatico in ferro ancorate su tavole in multistrati.

     

    Mantici: n.2 a una lanterna per alimentazione e Pedale n. 1 del tipo "Fluttuante"  per il I°Manuale. Valvole a ventilabro all'interno di ogni mantice.

                                  

    Canne di mostra: Seguito del registro di Principale 8'

     

    Consolle a finestra che racchiude due tastiere 61 tasti Do/Do ­.

     

    Parascosse su condotto per il I°Man. e al somiere per II° Man.;portelle mobili per Espr.  azionate da sistema meccanico a leve dalla Staffa in consolle.

     

    Pedaliera radiale 32 pedali Do/Sol.

     

    Leggio e luci pedaliera - Panca fissa.

     

    n° 2 staffe - Crescendo - Espressione II° man.

     

    pulsanti avv/arr - luci.

     

    Indicatore meccanico a lancetta del Crescendo.

     

    N.B.: Il materiale sopra riportato e le foto sono state inviate dall'organista titolare sig. Marco Monastra (nella foto in basso) a cui va il mio personale e sentito ringraziamento.

     

    Giuseppe Raccuglia Organarius

    July 08

    L'Organo: come è fatto?

    Ecco cosa c'è dietro la facciata delle canne..!

     

    Il termine Organo deriva dal greco "organon" attraverso il latino "organum".

    L'Organo è uno strumento musicale nel quale i suoni sono prodotti da canne alimentate da aria inviata da una manticeria e regolata per mezzo di tasti. Le parti costitutive dell'Organo sono: la manticeria, i somieri, la consolle, le trasmissioni, e le canne.

     

    La manticeria provvede ad immagazzinare e fornire aria allo strumento ad una pressione costante. Nel corso dell'evoluzione storica dell'Organo furono impiegati mantici di tipo rudimentali, analoghi a quelli usati dai fabbri, mantici "a cuneo" o "a libro", mantici "a lanterna".Attualmente l'alimentazione dei mantici è regolarmente fornita da elettroventilatori. L'organaria classica ha sempre fatto uso di pressioni basse (in Italia da 40 a 55 mm sulla colonna d'acqua, nell'Europa del Nord fino ad un massimo di 90 mm); dalla seconda metà del XIX le pressioni sono aumentate notevolmente (a causa dell'inserimento di registri che richiedevano maggiore pressione) e, in epoca più recente, sono stati raggiunti massimi di 2000 mm!

    PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANTICI CLICCATE SOTTO:

    http://www.parrocchiasantagiustina.it/organo.htm              http://www.coralesantacecilia.it/organo.htm     http://www.organibresciani.it/organi/OFFLAGA/somieriB.jpg

    Dai mantici l'aria giunge alle canne per mezzo dei somieri.                                                                                                                           Il somiere ha la funzione di indirizzare l'aria alle singole canne in conformità ai comandi provenienti dalla consolle tramite le trasmissioni. Sul somiere si trovano di regola più serie di canne dette registri. Da un lato il somiere è provvisto di congegni atti a innestare e disinnestare i singoli registri, dall'altro di valvole (ventilabri) azionati dalla tastiera.                                                                                                                           I principali tipi di somiere sono quello a canali per tasto, quello a canali per registro e quello senza suddivisione di canali. Nel primo caso ogni tasto agisce su un singolo ventilabro che immette l'aria in un canale da cui vengono alimentate tutte le canne che a quel tasto corrispondono. A questo tipo appartengono i classici somieri a tiro (detti anche a stecche) e a vento (o a ventilabrini). Nel somiere a tiro i registri vegono azionati per mezzo di stecche forate scorrenti sotto le singole file di canne tra i canali e il piano del somiere su cui poggino le canne; a registro innestato i fori della stecca mettono in comunicazione i singoli canali con le singole canne, mentre il disinnesto avviene con un piccolo scorrimento  della stecca per cui i fori si spostano e tolgono la comunicazione tra canali e canne. Nel somiere a vento, oltre ai ventilabri principali comandati dai tasti, ogni canna è dotata di un singolo piccolo ventilabro; l'innesto del registro è ottenuto con l'apertura di tutti i ventilabri delle canne del registro stesso. Nei somieri a canali per registro le coordinate sono invertite: tutte le canne di un registro ricevono aria da un unico canale, mentre ogni tasto apre tanti ventilabri quanti sono i registri: appartengono a tale tipo il somiere a pistoni (o a valvole coniche) e il somiere a membrana (i ventilabri sono sostituiti da membrane; quando il tasto non viene abbassato le membrane corrispondenti sono gonfie e occludono l'ingresso dell'aria alle canne; l'abbassamento del tasto provoca il loro sgonfiamento e quindi l'afflusso dell'aria). Senza suddivisione di canali era un particolare somiere inventato ed adottato dall'organaro seicentesco Eugenio Casparini; in esso ogni tasto agiva su unico grande ventilabro direttamente collegato a tuttte le canne corrispondenti al tasto stesso; l'innesto dei registri avveniva mediante le tradizionali stecche forate.

    PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I SOMIERI CLICCATE SOTTO:

     

    http://www.borgovercelli.net/mt/organo/im/somiere2.jpg  http://www.sectioaurea.com/organi/mano.jpg    http://www.sectioaurea.com/scuola/org-demo.gif

     

     

    La consolle riunisce tutti i comandi che devono essere azionati dall'organista: le tastiere, i comandi dei registri e di altri congegni (per le unioni tra le varie tastiere, per combinazioni di registri, ecc.). Ogni tastiera corrisponde, di regola, ad un particolare corpo sonoro, dotato di apposito somiere e racchiuso entro una propria cassa. Il numero dei manuali varia da 1 a 5; strumenti con più di cinque manuali vengono costruito solo eccezionalmente (è il caso di organi da concerto come quello costruito ad Atlantic City, USA che possiede 7 manuali!!).

     

    PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANUALI CLICCATE SOTTO:

     

    http://www.die-orgelseite.de/pict/USA_AtlanticCity_ConventionHall.jpg

    http://www.osl-organi.it/html/Monreale/Consolle.html

    http://www.osl-organi.it/html/pagina%20consolle.html

     

    Il collegamento tra i tasti della consolle ed i ventilabri del somiere e tra i comandi dei comandi dei registri stessi avviene per mezzo delle trasmissioni.

    Il sistema di trasmissione può essere meccanico, con leva pneumatica, pneumatico tubolare, elettropneumatico, elettromagnetico.

    Nella trasmissione meccanica il collegamento avviene direttamente per mezzo di un sistema di tiranti, leve e squadre, assi rotanti, detto catenacciatura.Nella trasmissione meccanica con leva pneumatica (detta anche leva Barker, perchè introdotta verso il 1835 dall'inglese Charles Spackman Barker) l'abbassamento dei tasti provoca l'immissine dell'aria in altrettanti piccoli mantici che, ringonfiandosi, muovono le leve della catenacciatura, eliminando ogni sforzo da parte dell'organista. Nella trasmissione pneumatica tubolare la catanacciatura è sostituita da piccoli tubi di piombo nei quali dai comandi della consolle viene immessa aria ad una certa pressione  che provoca, all'altra estremità dei tubi, il ribonfiamento di manticetti collegati con ventilabri e con comandi di innesto dei registri. Nella trasmissione elettropneumatica i comandi della consolle sono collegati elettricamente ad altrettanti relais posti presso il somiere; questi agiscono a loro volta su congegni pneumatici ai quali è affidato il movimento dei ventilabri e dei registri. Nella trasmissione elettromagnetica tutti i movimenti dei ventilabri e dei registri avvengono mediante elettromagneti.

     

    Le canne costituisono il vero e prorpio corpo sonoro dello strumento. Esse possono essere classificate in due gruppi: canne ad anima (labiali) e canne ad ancia (o a lingua).

    In una canna ad anima il suono è prodotto dalla vibrazione della colonna d'aria in essa contenuta: l'aria entra nel piede della canna, passa attraverso la fessura posta tra l'anima (diaframma collocato tra il piede e la canna vera e propria) e il labbro inferiore ed urta contro il bordo del labbro superiore, eccitando così la vibrazione dell'intera colonna d'aria. Nella canna ad ancia la vibrazione è prodotta da una sottile lingua metallica: racchiusa in apposito piede (o scarpa) tale lingua è incastrata ad un'estremità e si appoggia ad un canaletto contro i bordi del quale batte ad ogni vibrazione.

    Salvo casi eccezionali le canne vengono costruite in metallo (stagno, piombo, leghe di stagno e piombo, talora rame e, in epoca recente anche zinco e alluminio) o in legno (rovere, noce, abete, cipresso, pero, ecc.); per l'ancia viene generalmente impiegato l'ottone.

    Dalla lunghezza della canna dipende principalmente l'altezza del suono, mentre dalla larghezza e dalla forma il timbro. Le canne ad anima possono essere aperte o tappate all'estremità superiore; in una canna tappata il suono risulta di un'ottava più grave di quello prodotto da una canna aperta di uguale grandezza. Di canne aperte cilindriche (o, se di legno, a sezione rettangolare) di media grandezza sono costruiti il registro "Principale" e i registri della sua famiglia, di canne aperte di misura larga i registri della famiglia dei "Flauti", di canne aperte a misura stretta i registri della famiglia della "Viola".

     

    I registri dell'organo possono essere accordati secondo il suono fondamentale, a 1 o 2 ottave inferiori o secondo i suoni suoni armonici. In conformità ad un'antica tradizione, l'altezza di suono di un registro viene indicata mediante il numero esprimente la lunghezza, misurata in "piedi", della canna corrispondente al tasto DO1 (che oggi è il primo tasto della tastiera).

    Di 8 piedi (o più semplicemente di 8') vengono detti i registri producenti il suono fondamentale, di 16' quelli accordati all'ottava inferiore: i suoni armonici vengono espressi dai numeri 4' (Ottava), 2 2/3' (Duodecima), 2' (Decimaquinta), 1 3/5 (Decimasettima), 1 1/3 (Decimanona), ecc.

    I registri che producono il suono fondamentale e la sua ottava grave vengono detti "registri di fondo", quelli producenti gli armonici vengono detti "registri di mutazione" (questi ultimi se emettono più mutazioni contemporaneamente vengono chiamati "r. di mutazione composta": tali sono il Ripieno o il Cornetto).

    July 02

    Un pò di storia

    Carissimi Amici,

     

    al più presto troverete la storia dell'organo dalle origini ai giorni nostri.

    Cercherò di semplificarla, evitando di utilizzare termini eccessivamente tecnici, legati soprattutto al mondo dell'organaria. Il mio scopo è di rendere accessibile il materiale a tutti, o almeno alla maggioranza..!

     

    A presto

     

    Giuseppe

    June 25

    Chiesa S. Eugenio Papa (PA)

    Chiesa S. Eugenio Papa (PA)

    Disposizione fonica:

     

     

    I Manuale G.O.

    Quintadena 16’

    Principale 8’

    Ottava 4’

    Ottava 2’

    Mistura IV

    Sesquialtera II

    Flauto a camino 8’

    Flauto tappato 4’

    Tromba 8’

     

    II Manuale O.P.

    Bordone 8’

    Quintadena 8’

    Viola da gamba 8’

    Principale 4’

    Flauto 4’

    Nazardo 2’ 2/3

    Ottava 2’

    Terza 1’ 3/5

    Cimbalo II

    Dulzian (Ancia) 8’

     

    Pedale

    Subbasso 16’

    Principale 8’

    Ottava 4’

    Bordone 8’

    Trombone 16’

    Tromba 8’

     

    L’organo è stato costruito dalla ditta Gustavo e Francesco Zanin di Codroipo.

    E’ collocato al piano terra dell’aula liturgica.

    I manuali sono stati costruiti secondo i modelli di Gottfried Silbermann, cioè con tasti diatonici ricoperti in ebano e cromatici in osso; posseggono 56 note ognuno (Do1 - Sol5).

    La pedaliera è in rovere, di forma retta parallela e consta di 30 note (Do1 – Fa3).

    La trasmissione meccanica è del tipo sospesa .

    L’accordatura è del tipo inequabile, con temperamento Tartini/Vallotti.

    June 17

    Concerto in Cattedrale (PA)

    Concerto in onore di M. Duruflè
     
     
    Ieri si è tenuto presso la Cattedrale di Palermo un concerto in occasione del ventesimo anniversario dalla morte del compositore e organista francese Maurice Duruflè (1902 - 1986).
    Il programma del concerto è stato l'esecuzione integrale del "Requiem" op. 9 del 1947. Questa versione (ne scrisse tre) è per coro, organo, solisti e violoncello.
    La serata ha visto come protagonisti:
    • Roberto Petralia (Direttore di coro)
    • Giuseppe Raccuglia (Organista)
    • Amelia Imbarrato (Mezzosoprano solista)
    • Massimo Schillaci (Baritono solo)

     

     L'intera opera è incentrata sulla rielaborazione del canto gregoriano che, unita alla tecnica compositiva estremamente raffinata del compositore, origina un'atmosfera estremamente particolare, quasi surreale.
     
    E', inoltre, importante mettere in luce le grandi difficoltà che si incontrano nell'esecuzione di quest'opera:
    • Il coro è spinto ai limiti delle sue possibilità sia per quanto riguarda l'intonazione delle note (sono sempre dissonanze, anche se l'armonia in sè è molto dolce), che per ciò che concerne l'altezza delle note (alle quattro sezioni del coro vengono affidate parti che vanno ben oltre la "canonica" tessitura vocale del coro)
    • L'organo non ha, come spesso accade, la funzione di sostenere il coro, ma ha un discorso tutto suo e totalmente indipendente dal resto dell'organico. Lo strumento si trasforma in un'orchestra pronta a dare una tavolozza di colori che servono ad evocare ora atmosfere mistiche, ora atmosfere impetuose e funeste. Giacchè l'organo è, in questa versione, la "riduzione" orchestrale, l'organista si trova innanzi ad evidenti difficoltà tecniche, visto che alle dita e ai piedi sono affidati passaggi violinistici, quindi lontani dalla tecnica organistica o, più in generale dalla tecnica tastieristica.

    Ecco in foto alcuni momenti del concerto di ieri sera:

     

    Giuseppe Raccuglia Organarius

    June 08

    Chiesa Cattedrale (PA)

    Chiesa Cattedrale (PA)

     

    Disposizione fonica:

     

     

     

    G.O. :

    Principale 16’

    Principale 8’

    Principale forte 8’

    Flauto armonico 8’

    Dulciana 8’

    Ottava 4’

    Principalino 4’

    Duodecima 2 2/3

    Decimaquinta 2’

    Ripieno 3 file

    Ripieno 6 file

    Tromba 16'

    Tromba 8’

    Clarone 4’

    Unda maris 8’

     

    Positivo:

    Bordoncino 16’

    Principalino 8’

    Bordone 8’

    Salicionale 8’

    Flauto ottavino 4’

    Flauto in XII 2 2/3

    Terza di nazardo 1 3/5

    Ottavino 2’

    Cornetto combinato

    Tromba armonica 8’

    Tremolo

     

    Rec. :

    Controgamba 16’

    Viola 8’

    Eufonio 8’

    Corno camoscio 8’

    Fugara 4’

    Sesquialtera 2 2/3

    Coro viole 4 file

    Oboe 8’

    Corno francese 8’

    Campane

    Tremolo

    Eco:

    Eolina 8’

    Corno di notte 8’

    Flauto orchestrale 8’

    Flauto camino 4’

    Eolina 4’

    Armonia eterea 3 file

    Voce celeste 8’

    Voci corali (Ancia) 8'

    Cromorno 8’

    Campane

    Tremolo

     

    Ped. :

    Acustico 32’

    Contrabbasso 16’

    Subbasso 16’

    Violone 16’

    Basso 8’

    Bordone 8’

    Violoncello 8’

    Ottava 4’

    Flauto 4’

    Bombarda 16'

    Trombone 8’

    Campane

    Tremolo

     

    Giuseppe Raccuglia Organarius

    June 06

    Prossima puntata

    Portentoso sinfonismo

     

    Prossimamente parlerò del grande organo della Cattedrale di Palermo: spazio al sinfonismo!!!!

    June 04

    Chiesa Don Bosco

    Chiesa Don Bosco

     

    Disposizione fonica:

     

     

    I Manuale:

    Principale 8'

    Flauto a camino 8'

    Ottava 4'

    Quintadecima 2'

    Sesquialtera 2 2/3 1 3/5

    Ripieno 5 file 1 3/5

     

    Pedale:

    Subbasso 16'

    Ottava dolce 8'

    Quintadecima 4'

    Schalmey 4' (Ancia)

    II Manuale:

    Bordone 8'

    Viola dolce 8'

    Flauto a becco 4'

    Nazardo 2 2/3

    Flauto in XV 2'

    XIX XXII 1 1/3 1'

    Tromba dolce 8'

    Voce celeste 8'

    Campane

    Tremolo

     

    Costruttore:      Tamburini

    Trasmissione:   meccanica per manuali e pedaliera, elettrica per i registri.

    Anno costruzione:   anni '70

     

    June 02

    Basilica San Domenico (PA)

    Basilica San Domenico (PA)

     

    Disposizione fonica:

     

     

     

    Principale Primo (Base 16')

    Principale Secondo (Base 16')

    Ottava

    Duodecima

    Quintadecima

    Decimanona

    Vigesimaseconda

    Vigesimasesta

    Vigesimanona

    Trigesimaterza

    Trigesimasesta

    Voce Umana (dal 3)

    Flauto in VIII

    Flauto in XV

    Cornetto 3 file

     

    Tiraripieno

    Contrabbasso 16’

     

     

    Anno di costruzione:           1769

    Costruttore:                          Donato Del Piano (Sicilia)

    Trasmissione:                       Meccanica sospesa